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Aboliti i controlli temporanei alle frontiere interne con Croazia e Ungheria

Il Governo della Repubblica di Slovenia ha adottato la decisione di porre fine ai controlli temporanei alle frontiere interne con la Croazia e l’Ungheria. La decisione del Governo è stata illustrata da Franci Matoz, ministro degli Affari Interni e della Pubblica Amministrazione, e da Danijel Lorbek, facente funzioni di direttore generale della Polizia.

Come dichiarato dal ministro Matoz, il Governo ha deciso «che non saranno più effettuati controlli alle frontiere interne con la Croazia e l’Ungheria. I controlli saranno sostituiti da forme diverse e più efficaci di vigilanza da parte della Polizia. L’abolizione dei controlli non comporterà alcuna riduzione della sicurezza; al contrario, la sicurezza sarà rafforzata. La Polizia sta infatti riorganizzando le modalità operative di vigilanza lungo le frontiere con la Croazia e l’Ungheria, in modo da garantire una maggiore efficacia dell’azione sul territorio. Si tratta in particolare di controlli a campione, effettuati sulla base dell’analisi del rischio, e dell’attuazione di misure compensative, soprattutto lungo le principali direttrici di transito e lungo quelle maggiormente esposte sotto il profilo della sicurezza». Tale misura risulta inoltre necessaria alla luce del netto aumento dei flussi migratori lungo la rotta migratoria dei Balcani occidentali. Poiché le misure saranno mirate, anche l’efficacia nella prevenzione degli attraversamenti irregolari della frontiera e di altre forme di criminalità sarà nettamente superiore rispetto alla situazione attuale.

«Con l’eliminazione dei controlli alle frontiere interne alleggeriremo il lavoro delle stazioni di polizia e garantiremo una maggiore presenza di pattuglie sul territorio. Un altro aspetto molto importante è che sarà agevolato il flusso dei passeggeri e del traffico merci transfrontaliero sulle strade slovene, già fortemente congestionate», ha affermato il ministro Matoz.

Il Governo continuerà a monitorare con attenzione eventuali rischi, la situazione della sicurezza nel Paese e nell’area regionale più ampia, nonché gli effetti dell’abolizione dei controlli temporanei alle frontiere interne.

Con la decisione di abolire i controlli, il Governo segue inoltre le raccomandazioni della Commissione europea in merito alla necessità e alla proporzionalità della reintroduzione temporanea dei controlli da parte della Slovenia. La Slovenia provvederà a informare della decisione gli Stati membri dell’Unione europea e le istituzioni europee.

Per quanto riguarda il Patto sulla migrazione e l’asilo, che inizierà ad applicarsi il 12 giugno 2026, il ministro ha dichiarato che la Slovenia è, sul piano sostanziale, pronta all’avvio dell’attuazione del Patto. Sono stati adottati i principali documenti strategici e operativi – il piano nazionale di attuazione, la strategia migratoria e il piano di contingenza – e sono state svolte le attività necessarie per garantire la preparazione organizzativa e procedurale. È inoltre garantito l’utilizzo dei fondi europei.
«Resta tuttavia una sfida fondamentale: il quadro legislativo. La proposta di legge che avrebbe dovuto disciplinare adeguatamente l’attuazione del Patto nell’ordinamento giuridico sloveno non è stata infatti approvata entro l’inizio della sua applicazione. Perché? Perché durante il mandato del precedente Governo le soluzioni non sono state predisposte per tempo, nonostante vi fossero due anni a disposizione», ha dichiarato il ministro Matoz.

Nella seduta odierna del Governo si è cercato di colmare tale vuoto normativo mediante un regolamento sull’attuazione del Patto sulla migrazione e l’asilo. «Il Governo ha ritenuto che un regolamento non possa sostituire singole disposizioni che rientrano, o potrebbero rientrare, nella materia riservata alla legge. Per questo motivo il regolamento non è stato adottato oggi ed è stato ritirato dall’ordine del giorno della seduta del Governo», ha spiegato il ministro Matoz.

Nonostante la mancata piena attuazione del Patto, la Polizia svolgerà le proprie funzioni sulla base della Legge sulla protezione internazionale e dei poteri che le sono attribuiti, garantendo gli standard necessari.
Danijel Lorbek, facente funzioni di direttore generale della Polizia, ha dichiarato che la Polizia interromperà a mezzanotte i controlli alle frontiere interne. «Concretamente, ciò significa che a mezzanotte gli agenti si ritireranno dai valichi di frontiera, modificheranno la segnaletica stradale in modo da consentire il libero attraversamento del confine di Stato, rimuoveranno tutte le attrezzature e riprenderanno servizio presso le rispettive unità di appartenenza». La Polizia sostituirà i controlli finora effettuati con misure compensative lungo il confine di Stato e nel territorio nazionale.

Lorbek ha inoltre spiegato che, con la cessazione dei controlli alle frontiere, sarà disponibile un numero maggiore di agenti per lo svolgimento di altri compiti di polizia, compresa l’attuazione del Patto sulla migrazione e l’asilo. Ha aggiunto che quest’anno il numero degli attraversamenti irregolari della frontiera è aumentato di oltre il 60 per cento.

 Il ministro si trova dietro un podio grigio su cui è raffigurato lo stemma sloveno. Alle sue spalle sventolano le bandiere della Slovenia e dell'Unione Europea. Lo sfondo è sui toni del grigio chiaro e del verde.

Franci Matoz, ministro degli Affari Interni e della Pubblica Amministrazione | Autore Ministero degli Affari Interni e della Pubblica Amministrazione

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